Visualizzazione post con etichetta le origini del bene. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta le origini del bene. Mostra tutti i post

mercoledì 13 maggio 2020

Passatempi Satanici da Quarantena (Benzemú)


"Il Dio della Bibbia è cattivo come lo è il Pastore mentre difende il suo gregge dai lupi. Allatta come una madre e uccidi come un padre, dicono le scritture. Il bene e il male sono prospettive di trincea e spesso il male è fatto dal debole, da colui al quale hanno scippato ogni altra possibilità, anche quella di essere buoni."

 (F. Greco)

E' con un certo orgoglio che vi presentiamo:

"Benzemú" [Passatempi Satanici da Quarantena]

Disegno realizzato da Elena Etneivresni Artese per la pagina Facebook Le Origini del Male. Opera realizzata con biro, pennarelli e penna bianca su carta.

Enjoy!

"L’uomo è prima di tutto un animale da preda,"il signore degli animali da preda". Ha acquisito dagli altri animali tutte le tecniche di caccia e ha dovuto sopravvivere a se stesso, ai vicini di casa che volevano rubargli la donna, l’accesso all'acqua o il parcheggio. Il male è necessario, ma soprattutto esiste solo se visto da un punto di vista. Basta spostarsi di due gradi a nord-ovest e capire che il MALE non è così malvagio, è senso di giustizia applicato ad un punto di vista."

martedì 9 dicembre 2014

Buon Natale… qualunque cosa voi siate

RACCONTINI DI NATALE

Anche quest’anno arriva il compleanno di Isaac Newton e siamo tutti intrisi di aria natalizia ricordando il falegname palestinese, ebreo, adorato dai cristiani (giusto pe’ provocà)  e abbiamo tutti voglia di buttarci per le strade a mandare auguri e baci a chiunque sotto l’effetto delle allucinazioni provocate dal whiskey distillato clandestinamente da nostro zio con un alambicco con le saldature in piombo.

A casa mia dopo il cenone della vigilia, a base ovviamente di pollo e torrone, mio padre mi porterà in auto a spaccare le buche delle lettere con la mazza da baseball (ah le tradizioni del Natale).

E dopo a scambiarci regali (rubati da sotto l’albero del vicino), “Tieni questo è per te” “Grazie che caro, non dovevi” “Sì hai ragione, ora ridammelo” “Ti odio” “Non ti sopporto” “Sei stato adottato” … e poi via tutti a cantare canzoni di natale con un megafono sotto casa del sindaco alle 4 di notte.

Ci svegliamo la mattina di Natale facciamo colazione con il panettone del discount quello senza canditi e senza uvetta e che si chiama pandoro, e aspettiamo felici il giorno dopo di Natale che è festa uguale, e che se il giorno dopo Pasqua si chiama Pasquetta, non si capisce come mai il giorno dopo il Natale non si chiami Natalino.

E anche questo Natale passerà con qualche contuso ma nessuna vittima, all’anno prossimo e ricordate di bagnarvi con l’acqua e di mangiare sempre dopo mezzanotte.

Osiander

lunedì 6 maggio 2013

De la luce che muore il giorno



“Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo non è che un sogno dentro un sogno.” (Edgar A. Poe)

De la luce che muore il giorno (Tokyo Dream II)

Vedo le mie mani afferrare, a caso, i pomelli e sento i miei occhi meravigliati in colori sgargianti che gli ho saputo imprimere. Di tutti i cassetti possibili, di tutte le cose che ho desiderato, stavo aprendo solo quelli sbagliati. Per me.

E in quei cassetti avevo tutto! Anche Tokyo. Di nuovo TOKYO, dentro me. Avevo nascosto numeri, avevo nascosto agende segrete, decifrato codici e raccolto appunti importanti, c'era il suo numero e chissà quanti altri, di ogni tipo, di tutti i colori. Peccato per me non riuscire a bermi la storia di Pollicino e delle sue mollichine.

Continuo ad attraversare cataclismi.

Quei numeri avranno preso una forma, un senso, che adesso è un’immagine in quei cassetti. Quei numeri nella combinazione giusta avrebbero fatto sì che non mi perdessi come invece è stato. Anche quelli delle mie esercitazioni di matematica, che ho rinnegato, ma che sono lì ed anche qui. Mi vedo ancora distintamente china su quei quaderni.

Possibile non riesca più a produrre immagini di quiete e serenità? Sarei stata in grado di non  perdermi se solo avessi voluto. Sarei stata anche in grado di cavalcare lo tzunami venuto dopo, se avessi davvero voluto.
Da sveglia Kronos si mostra in tutta la sua ferocia. Continuo ad attraversare cataclismi. E la natura sprigiona tutta la sua forza ribelle. Su di me.

Peccato per me non riuscire a bermi la storia di Pollicino, delle sue mollichine cognitive. 

Sto cercando una nuova strada per tornare a casa, ma non ci riesco. Non adesso. Anche se non vedo dove metto i piedi, e tutte le strade del mondo hanno spento i lampioni per nascondersi, a me.

Cammino nel  buio. Buio vai via.

La natura stava sprigionando tutta la sua forza ribelle, c’era caos, confusione. Tanta paura, che la notte non mi fa dormire e che di giorno mi fa stare in piedi con difficoltà. Ammesso, sì, io riuscissi a stare in piedi. Per andare dove?

Penso al tempo che ho perso, e non riesco ad uccidere. Lui uccide me. Vive per sé. Non come me.

Aspetto che trascorra il giorno, per sognare la notte. Nel sogno mi si aprono mondi. Mi apro nel sogno. Stella cade sulla mia fronte e scopro un'altra idea di tempo e di spazio.

A volte come lei sento una gran voglia di brillare, e che il mio luccichio sia visto in ogni angolo del mondo. A volte invece, vorrei essere come il nucleo della terra, nascosto ed impenetrabile.

Come vulcano attivo, le mie sensazioni superano di gran lunga ciò che è. 

Dall'abisso magmatico schizzano alla ionosfera, senza soluzione di continuità, così che tornando, il mare è sangue bollente e brividi e spasmi è ciò che resta di un viaggio troppo impegnativo.

Dove finiscono i sogni che il giorno si infrangono? Penso ci sia un deposito che li conservi per il domani da qualche parte. Il sogno che è solo sogno che colore ha? E che divisa ha il guardiano che ho messo alla porta?

Little Rosaria

lunedì 22 ottobre 2012

Olio extravergine d’oliva: le origini del bene



Se ti cade una sola goccia di olio d’oliva a tavola mentre stai pranzando è segno di malaugurio, il vino è benaugurale per cui, il buontempone che ti siede di fronte o al tuo fianco per ovviare il malessere immediatamente rovescia il suo bicchiere di vino magari quasi vuoto per evitare di imbrattare ulteriormente la tovaglia, applica così la legge della compensazione a cui corrisponde sempre una risata di tutto il gruppo e la padrona di casa rimane contenta.
Se ti cade una bottiglia, è diluvio universale!
L’olio d’oliva come il sale, anche il sale veniva definito genere molto prezioso e non si poteva  disperdere, portava pure male se accidentalmente si versava fuori dalle vivande.
L’olio extravergine d’oliva, questo straordinario liquido, quanta bontà racchiude. E’ sinonimo del bene,  quando parliamo di olio extravergine è bene ricordarlo stiamo parlando dell’olio d’oliva extravergine biologico. La credenza popolare da cui siamo partiti aveva una ragione, intanto l’olio veniva prodotto con sistemi molto naturali nel periodo in esame infatti non esistevano gli additivi chimici, i trattamenti alle piante, la concimazione avveniva con sostanze naturali, ecc.
In una parola era considerato un tesoro, oggi si sta andando alla riscoperta di tali valori e dobbiamo dire che qualcuno già lo fa.
Raccontano gli anziani che durante la raccolta delle olive, spesso erano le donne che si dedicavano alla pratica anche per integrare il bilancio familiare già di per se scarso, mentre gli uomini si dedicavano ad altro, partivano la mattina sul far dell’alba per rientrare col buio della sera, per guadagnare un bicchiere di olio extravergine, poi se le condizioni era più disagiate e trovavi nel proprietario una persona più sensibile al problema della povertà la dose poteva essere raddoppiata.
Oggi queste cose, dai più vengono prese con ironia, ma quanta nostalgia!

Facebook

Facebook
LA PAGINA DEL MALE